Esta semana he leído Generazione mille euro, de A. Incorvaia y A. Rimassa, para mi clase de italiano. Pensaba contaros un poco lo que me había parecido, pero aprovechando que tenía que hacer una breve exposición sobre el mismo, os dejo lo que me había preparado. No es exactamente lo que he dicho porque no me acordaba de todo y porque esto no pretendía ser la exposición en sí, sino más bien un guión. A ver qué os parece.
Buona sera. Il libro che ho letto è Generazione mille euro. Prima, parlerò del protagonista e i suoi amici. Dopo, un po’ della storia.
La storia è quella di Claudio, un ragazzo di 27 anni, laureato in Economia Aziendale che lavora a Milano come junior account nell’ufficio marketing nella multinazionale MRW. Il suo impiego lo soddisfa, ma la sua posizione e il suo soldo di 1000 euro al mese non gli concede nessun diritto e nessuna garanzia. Nonostante questo, Claudio non rinuncia a godersi la vita e considera la sua condizione di precario non come un limite ma come uno stimolo a reagire e a trovare ogni giorno nuove prospettive.
Claudio condivide un appartamento in periferia con tre colleghi: Rossella è laureata in Scienza della Comunicazione, ma fa la babysitter. Non è così contenta perché è diventato il suo lavoro, ma non trova un altro. Alessio è un ragazzo di Torino, laureato in Filosofia, che ha rinunciato al sogno del giornalismo per un posto fisso in un ufficio postale. Infine, Matteo, tuttavia lavora in una casa discografica, è ancora uno studente “sponsorizzato” dai genitori. Questi sono i quattro protagonisti del libro.
Per quanto riguarda alla narrazione, la storia è quella delle avventure che vive Claudio, il protagonista principale. Le più rilevanti per me sono: il viaggio a Barcellona e la non promozione al lavoro (tutto comincia una mattina che Claudio è in due ore di ritardo al lavoro. Lui è uno specialista in “economia creativa” e ha sviluppato il progetto Ka-Ty, che magari si traduce in una promozione, che però non arriva); la fidanzata –Eleonora- che ha molti difetti, ma lui è schizzato per lei; il viaggio a Berlino (Claudio e Rossella devono vendere su Internet –Ebay- tutta la roba inutile per raccattare i soldi per il viaggio); il problema con le bollette della luce e del gas (Mateo si è dimenticato di chiamare Enel per avvertire che ci era una perdita sui tubi esterni e la bolletta è troppo costosa). Ma ci sono tante altre.
Il libro finisce quando Rossella convince Claudio di scrivere un romanzo sulla “nostra generazione”, i “milleuristi”, ma lui non sa nemmeno da che parte cominciare. Però dopo un momento di riflessione si ricorda esattamente di quel giorno che era in ritardo perché la sveglia non aveva suonato.
Generazione mille euro mi è piaciuto, è un libro divertente ma non è come “The Pillars of the Earth”. È la storia di tutti i ragazzi e le ragazze come Claudio e come me, che dobbiamo lottare per arrivare a fine mese. E la cosa più importante, penso, è che lancia un messaggio o un’idea che non si deve perdere mai, cioè, dobbiamo continuare a sperare un futuro migliore dove le nostre aspettative siano una realtà.
Come curiosità vorrei dirvi che gli autori si sono ispirati da un’inchiesta apparsa sul giornale spagnolo El País dal titolo “La generación de los mil euros”.
Para mi nivel creo que no está mal, además, como era oral, los fallos se diluyen un poco (aunque se acentúan otros!). Ahora ya no hay que darse mal, el curso se ha acabado y espero aprobar para continuar el año que viene (lo sé, soy muy rarita, un poco masoca).
Por cierto, han hecho una peli, que aún no he visto, pero lo digo por si sois muy vagos y no queréis leeros el libro.






















